Big Tech: perché il settore è in crisi?

Le più grandi aziende tech stanno attraversando un periodo di crisi. Società come Apple, Amazon e Alphabet hanno registrato un fatturato in calo, licenziando decine di migliaia di persone. Si tratta di una crisi che il settore non viveva dal 2008. Ma quali sono i motivi?

Ricavi in calo

Pur trattandosi di cifre enormi, quest’ultimo trimestre è stato al di sotto delle aspettative. Come riportato dal New York Times, Apple, Amazon, Alphabet, Microsoft e Meta hanno perso complessivamente 3.900 miliardi di dollari di valore di mercato.

Nel quarto trimestre del 2022, Amazon ha registrato un fatturato stratosferico di quasi 150 miliardi di dollari, superando sia le sue aspettative, che quelle del mercato. Tuttavia, il colosso americano prevede una contrazione del fatturato nel futuro, soprattutto per quanto riguarda il servizio cloud che, sempre nello stesso trimestre, è cresciuto “solo” del 20%. Andy Jassy, l’amministratore delegato della società, ha dichiarato che Amazon sta facendo “incoraggianti progressi nella riduzione dei costi” e una “incerta economia a breve termine”. Tradotto: Amazon taglierà il 6% dei lavoratori.

Alphabet, società madre di Google, ha registrato il quarto calo consecutivo nei profitti, soprattutto quelli legati alle entrate pubblicitarie. L’utile netto è crollato del 34% a 13,6 miliardi di dollari, al di sotto delle aspettative di Wall Street, e ha generato 76 miliardi di dollari in vendite, -1% rispetto all’anno scorso, ma in linea con le stime degli analisti. Risultato? Anche Alphabet licenzierà il 6% dei dipendenti, circa 12mila lavoratori.

Anche Apple non sta navigando in buone acque. A causa della crisi dei chip e i problemi di fornitura e approvvigionamento in Cina, l’azienda di Cupertino non è stata in grado di stare al passo con le richieste. Per la prima volta in quasi quattro anni, Apple ha registrato un calo dei ricavi trimestrali. Su base annua, l’azienda ha perso -5,4% di fatturato e -13% di utile netto. A differenza degli altri colossi, però, ad ora non sono previsti licenziamenti.

Le ragioni della (possibile) fine dell’età dell’oro

I motivi che hanno portato alla crisi sono molteplici. Innanzitutto, durante la pandemia gli incassi di questi colossi erano mastodontici: essendo costretti a rimanere a casa, le persone hanno passato molto più tempo online, e la gran parte degli acquisti si verificavano online. Ora, però, con il ritorno alla vita normale, non è più così.  

Influisce tantissimo anche l’incertezza economica statunitense e globale. Con l’aumento dell’inflazione, il potere d’acquisto si è ridotto e, di conseguenza, si sono ridotti gli investimenti e i consumi. In più, i Paesi più avanzati stanno facendo fatica ad assorbire i tassi di interesse delle banche ed evitare di finire in recessione.

Tutti questi fattori hanno scatenato la crisi del settore, portando i big tech a fare tagli, soprattutto di personale. Secondo Bob O’Donnell, presidente di Technalysis Research, le borse stanno apprezzando queste mosse. “Una parte della pressione si è allentata perché queste aziende sono state colpite così duramente che hanno dovuto licenziare moltissime persone. Ci si sta rendendo conto che, dopo tutto, non sono così onnipotenti”.

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