Deinfluencing, il nuovo fenomeno social

Su TikTok sta emergendo un nuovo fenomeno: il deinfluencing. Nettamente in controtendenza rispetto al trend che esiste da anni degli influencer, i deinfluencer sconsigliano di acquistare questo o quel prodotto.

“Non comprare questo prodotto”

L’influencer marketing può essere un’ottima strategia di marketing che permette di far guadagnare sia al brand che investe, che per l’influencer stesso. Per dare alcune cifre, per ogni dollaro speso l’azienda ne guadagna $6,50; il 60% dei consumatori sono stati influenzati dagli influencer prima di fare un acquisto in un negozio e il 53% delle donne ha fatto un acquisto su raccomandazione. Nel 2022, si calcola che gli influencer abbiano venduto 3,6 miliardi di dollari di prodotti.

Una strategia vincente, sì, ma che sta creando anche un effetto opposto: l’ascesa dei defluencer, cioè quei content creator che sconsigliano l’acquisto di un prodotto, soprattutto quelli diventati virali ma che non ne valgono la pena.

Su TikTok, l’hashtag #deinfluencing ha raggiunto quasi 160 milioni di visualizzazioni. Secondo Jaco Sherman, responsabile della strategia dell’agenzia di social media marketing Goat, la popolarità di questo trend è dovuto al tempismo perfetto e al fatto che le persone sono stufe di sentirsi dire costantemente di comprare qualcosa. “Abbiamo raggiunto un punto di massa critica per quanto riguarda il consumismo. Le persone sono stufe di sentirsi dire sui social ‘Hai bisogno di questo e questo’, soprattutto ora con l’aumento del costo della vita”.

Cosa spinge il deinfluencing

Quali sono i motivi che spingono gli utenti a diventare deinfluencer? Innanzitutto, lo stato dell’economia di oggi. La crisi e l’inflazione portano le persone a stare più attente a come spendono, soprattutto se si tratta di beni non essenziali.

Per alcuni è una scelta dovuto al cambiamento climatico. Nava Rose, che ha quasi 6 milioni di follower su TikTok e si definisce “la ragazza con troppi vestiti”, è diventata una deinfluencer dopo aver realizzato l’impatto negativo del fast fashion sull’ambiente. “Devo assumermi la mia responsabilità delle mie azioni. Il fatto che alcune persone considerino lo shopping fast fashion un hobby è onestamente disgustoso. Trovatevi un nuovo hobby, per favore”.

Come tutti i trend che nascono sui social media, è difficile dire se il deinfluencing resisterà o se si rivelerà essere effimero, se durerà o sarà solo una moda passeggera.

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