Dietro all’e-commerce

La nascita vera e propria dell’e-commerce, come lo conosciamo al mondo d’oggi, è legata indissolubilmente alla nascita e diffusione di Internet nel 1991, questo motivo risiede nello sviluppo della Rete e delle tecnologie per le transazioni online, che furono abbastanza mature per aprire le porte ad un uso commerciale.

Per riesumare la nascita del concetto di “commercio elettronico” dobbiamo, però, andare a ritroso nel tempo di parecchi anni, più precisamente intorno agli anni 70’ con l’EDI (Electronic Data Interchange), un sistema di automazione di dati che permetteva lo scambio di grandi volumi di documenti commerciali, in formato digitale.

Per il commercio B2B occorre però aspettare il 1994, quando Netscape immette nel mercato il primo browser dotato di certificato SSL (Secure Socket Layer), ovvero un sistema che garantisce una connessione crittografata tra due server, in modo tale da rendere sicuro il passaggio sul Web di informazioni sensibili quali nome, cognome, indirizzi e numero di carte di credito. L’invenzione rese possibile quindi anche i pagamenti online in modo sicuro e ciò aprì le porte alla nascita di numerosi negozi online di cui ancora tutt’oggi facciamo largamente uso quali Amazon, Ebay, Alibaba su tutti.

Sviluppo dell’e-commerce nel mondo

Durante la pandemia globale, il web è stato largamente usato per informarsi, per passare il tempo, ma anche per comunicare e per effettuare acquisti, di cui il settore e-commerce ha sicuramente beneficiato.
Infatti, secondo il rapporto di Casaleggio Associati, il settore dell’e-commerce nel mondo nel 2020/2021, secondo le stime più aggiornate, ha prodotto un fatturato di 10.780 miliardi, tra B2C e B2B.
Il commercio online al dettaglio, che l’anno scorso si attestava al 23%, ad oggi registra un incremento fino al 39%, il motivo risiede nella diminuzione delle transazioni B2C a causa delle temporanee chiusure delle attività e dell’aumento del B2B.
L’e-commerce B2C nel mondo ha un valore di 4.280 miliardi di dollari, il 27,6% in più rispetto all’annata 2019/2020. Vi sono buone previsioni che stimano che il fatturato raggiungerà quota 4.891 miliardi nel corso del 2021 con una percentuale di crescita del 14,3%. Il fatturato e-commerce B2C 2020 rappresenta il 18% del totale vendite retail, contro il 13,6% del 2019, un dato in crescita e positivo, considerando che le vendite al dettaglio totali in tutto il mondo sono diminuite in media del 3,0%. Prima della pandemia, oltre il 30% del fatturato delle aziende derivava delle vendite online (il 28% in media nei marketplace e il 6% sui propri siti web). Durante il lockdown, il valore delle vendite online è salito fino al 65%: il 38% tramite i marketplace e il 27% nei negozi di brand.
La Cina si conferma al primo posto della classifica dei Paesi, con il 44% di incidenza che quest’anno si prevede raggiungerà il 52,1%. Al secondo posto la

Corea del Sud con il 28,9%, seguono UK con il 28, 3%, Danimarca 19,1%, Norvegia 17,6%, USA 15%. 

Le vendite al dettaglio nell’e-commerce sono cresciute in media del 27%. 

Diversi Paesi hanno beneficiato di una crescita esponenziale, come l’America Latina, cresciuta del 36,7%, nonostante abbia subito cali peggiori della media delle vendite al dettaglio complessive (3,4%). In Argentina si è registrata una crescita dell’e-commerce al dettaglio del 79,0%, una cifra che si avvicina al 71,1% di Singapore. Il Nord America ha visto una crescita del 32%, l’Europa centrale e dell’est del 29%, Asia-Pacifico e Europa occidentale del 26%, Medio Oriente e Africa del 20%. L’area Asia-Pacifico continua a dominare gli acquisti online, con oltre il 63% della quota e un fatturato pari a 2.448 miliardi di dollari (contro i 2.271 dell’anno precedente). La sola Cina genera 2.090 miliardi di dollari contro 1.935 miliardi dello scorso anno e rappresenta l’48% del mercato. Segue il Nord America con 749 miliardi di dollari, Europa, America Latina, Medio Oriente e infine Africa.

di Fabio Gilardone

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