Digital Markets Act, gli esperti: “Le nuove regole potrebbero distruggere la crittografia end-to-end”

Settimana scorsa, le istituzioni europee hanno raggiunto un accordo sul Digital Markets Act (DMA) che consiste in una serie di nuove regole che coinvolgeranno le società tecnologiche più grandi.

L’obiettivo è di far aumentare la concorrenza all’interno del mercato digitale europeo essenzialmente monopolizzato dalle Big Tech e facilitare la vita digitale agli utenti europei. Tra le varie nuove norme che dovrebbero entrare presto in vigore, c’è anche l’obbligo per le Big Tech di rendere accessibili i servizi di messaggistica alle piattaforme più piccole – la cosiddetta interoperabilità.

Ma, secondo alcuni esperti di sicurezza e crittografia, l’interoperabilità potrebbe seriamente compromettere e distruggere la crittografia end-to-end.

DMA, le conseguenze per le app di messaggistica

La crittografia end-to-end è una tecnologia che protegge tutti i messaggi, i file e le chiamate impedendo a terzi di intromettersi nella conversazione e acquisire all’insaputa tutte queste informazioni.

Per molti esperti, l’interoperabilità prevista dal DMA presenterà un enorme problema per la crittografia end-to-end. Sarà estremamente difficile, se non impossibile, mantenere il criptaggio tra le diverse app.

Le opinioni degli esperti

Steven Bellovin, ricercatore di Internet security e professore di informatica della Columbia University, ha sottolineato: “Cercare di conciliare due diverse architetture crittografiche semplicemente non può essere fatto; una parte o l’altra dovrà fare grandi cambiamenti. Un progetto che funziona solo quando entrambe le parti sono online sarà molto diverso da uno che funziona con messaggi memorizzati. Come si fa a far interagire questi due sistemi?”

Su Twitter Alex Stamos, ex direttore della sicurezza di Facebook e direttore dello Stanford Internet Observatory, ha dichiarato: “Ai politici della Commissione Europea e del Parlamento Europeo viene detto che possono avere la privacy dei dati, la concorrenza, la sicurezza, la user experience e la geolocalizzazione dei dati assieme al requisito di interoperabilità, ed è completamente errato”.

La soluzione però potrebbe arrivare da Matrix, un progetto il cui obiettivo è lo sviluppo di un protocollo standard di comunicazione sicuro e open source. In un post sul blog del progetto, il cofondatore Matthew Hodgson propone che l’intera comunicazione possa avvenire attraverso un protocollo decentralizzato come Matrix in grado di proteggere la crittografia. “Decentralizzando i ponti e distribuendoli in tutto Internet, eviti di renderli un’unica vasca che degli attori malevoli possono attaccare”, ha scritto Hodgson.

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