È giusto parlare di Digital Transformation?

Mai come in questi ultimi due anni, purtroppo in concomitanza con un evento imprevisto e negativo come la pandemia provocata dal virus covid-19, al netto delle giuste e naturali preoccupazioni per la salute e per le conseguenze di ordine sociale ed economico, è possibile affermare che uno dei temi più trattati a livello mediatico sia stato proprio quella della digitalizzazione.


Milioni di italiani, costretti a chiudersi in casa e limitare ogni altra attività sociale al fine di evitare il diffondersi del contagio, hanno d’improvviso scoperto alcuni dei benefici della così detta “Digital Transformation”. Ci si è resi conto che lavorare e studiare da casa, ordinare la propria spesa on-line, acquistare qualsiasi bene/servizio sui marketplace, pagare comodamente i propri ordini on-line attraverso sistemi sicuri e consolidati, non sono attività riservate ad èlite illuminate o a giovani “smanettoni”, ma sono accessibili a tutti, intendendo con tutti persone di ogni fascia d’età – escludendo forse le fasce più estreme, ovvero quelle tra 0-3 anni e quelle più anziane -, ed imprese di ogni settore economico e dimensione, senza escludere il settore pubblico.


Quando sarà superata la fase emergenziale e sarà possibile fare un primo bilancio degli eventi, forse il biennio 2020-2021 verrà ricordato come un periodo “spartiacque”. Molto probabilmente, la “trasformazione digitale” dall’essere un argomento tecnico riservato a pochi addetti ai lavori, sarà diventato un “fatto” (o tanti piccoli fatti) concreto e visibile, in grado di saper diffondere cambiamenti nella quotidianità, come un tempo lo furono: il telegrafo, il telefono, la televisione, il personal computer ed internet. Non solo, il 2021 sarà l’anno in cui due diverse piattaforme di comunicazione, la TV e internet, si fonderanno insieme, rendendo ancor più concreto l’effetto di tale cambiamento.


Per fare un esempio: la telemedicina, i medici di famiglia potranno controllare i propri pazienti (soprattutto quelli più fragili) attraverso screening in remoto ed un costante monitoraggio attraverso una smart TV o altri device. L’esempio non è casuale, in quanto sono tecnologie già ampiamente presenti sul mercato, ma limitate nella loro diffusione.


Con l’arrivo del 5G diventeranno, col tempo, la normalità. Come si sa, le innovazioni (di ogni tipo ed in ogni settore) hanno bisogno di tempo perché diventino accessibili a tutti, non solo in termini economici ma soprattutto in termini di utilizzo. Per ottenere questo risultato occorre non solo che le tecnologie siano user- friendly (come lo sono stati gli smartphone ad esempio), ma è necessario che si diffonda una corretta conoscenza degli strumenti digitali, di come funzionano e di come possono essere utilizzati in maniera efficacie ed efficiente da singoli ed organizzazioni, in modo che tale opportunità non si trasformi in una occasione per escludere qualcuno a vantaggio di pochi.

Di Stefano Paganini

Studente del Master Digital Marketing Specialist

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