La Communication Revolution

Oggi è molto difficile rendersi conto che tutto ciò che possediamo è la conseguenza di grandi conquiste tecnologiche che hanno segnato la storia dell’umanità. La rivoluzione industriale del XVIII secolo ha dato una forte spinta allo sviluppo delle varie tecnologie.
Il grande pericolo per le nuove generazioni è quello di sottovalutare questa dinamica e ritrovarsi in mano uno smartphone senza nemmeno interrogarsi e chiedersi come si è arrivati a riunire tutti i media in uno strumento tascabile come un telefonino. Infatti, nel passato recente non c’erano alcune similitudini tra un telefono e una videocamera, invece oggi una delle principali caratteristiche di un telefono sono i pixel della fotocamera. Tutto questo si è verificato grazie alla “convergenza digitale” che, unita ad un grande sviluppo dell’hardware, ha permesso di ricongiungere tutte le tecnologie in un unico dispositivo. Con tutte queste innovazioni è cambiato anche il modo di comunicare.

La Communication Revolution

Dopo aver fatto una breve panoramica sulle principali innovazioni degli anni passati, siamo arrivati al punto di chiederci: cosa è cambiato nel mondo della comunicazione grazie alle nuove tecnologie? Siamo partiti negli anni 50′ con una comunicazione di tipo unidirezionale: il messaggio veniva codificato ed emesso da una fonte per poi diventare un segnale che girava su un canale, per essere infine ricevuto e decodificato in modo da poter essere compreso dal destinatario. Non esisteva alcun feedback ed attraverso il modello unilaterale si sono sviluppati i mezzi di comunicazione come televisione, radio e stampa. Grazie all’introduzione negli anni Ottanta della rete Internet era possibile inviare e ricevere un messaggio senza che due soggetti siano vincolati nella stessa rete un volta che avviene la comunicazione.
Con l’introduzione degli SMS era possibile la comunicazione uno a uno o uno a molti, ma questa nuova
inventiva non garantiva il superamento dei limiti di interattività di cui soffre anche la posta elettronica.
Infatti la comunicazione era limitata dal sistema di liste di numeri telefonici. Nel 1993 si fa un grande passo avanti verso l’epoca del “Web 1.0” grazie alla nascita del World Wide Web. Anche in questo caso, però, la comunicazione è molto limitata ed è ancora di tipo broadcast, da uno a molti. Infatti, il broadcasting è una modalità di trasmissione di un certo messaggio da un soggetto o media ad una vasta platea di riceventi. Il limite principale di questa forma di comunicazione è il target del pubblico generale che non è distinguibile se non con criteri molto vaghi e generali. Ritornando al World Wide Web, inizialmente non c’erano strumenti di editing semplici (CMS) ne siti dinamici con database aggiornabili dall’utente, quindi le operazioni per pubblicare il sito web online erano molto complicate e bisognava rivolgersi ad un web master. Questo problema viene risolto nel 2003 con l’introduzione di WordPress, uno dei più diffusi Content Management System (CMS). Questo sistema ha permesso di creare siti web
completamente gestibili dall’utente grazie ad un interfaccia intuitiva ed amichevole, senza dover conoscere il linguaggio HTML. Nel 2004 ha inizio l’epoca del “Web 2.0” ed i grandi artefici di questo nuovo periodo sono i Social Network. Da una comunicazione one way si passa ad una comunicazione multi way, caratterizzata da un forte interazione tra gli appartenenti a una comunità sia fisica che virtuale.

Grazie ai Social Network la comunicazione si è trasformata in tipo bidirezionale cioè da “molti a
molti”. Un esempio lampante è la possibilità di commentare o condividere una notizia, cosa non possibile con i mezzi di comunicazione di tipo unidirezionale come la televisione o la radio. In questa nuova era cambia anche il modo in cui le persone formano le proprie opinioni. I mass media tradizionali cercavano di influenzare il pubblico attraverso il cosiddetto “two step flow model”: in un primo passaggio la comunicazione era rivolta agli “opinion leader” ovvero a delle persone che grazie alla propria notorietà erano in grado di condizionare le scelte e le opinioni degli utenti; un secondo passaggio prevedeva il contatto tra “opinion leader” e pubblici finali sui quali esercitavano la loro capacità di attrazione. Nell’era di Facebook e dei social network gli “opinion leader” si sono trasformati in “influencer” che nella maggior parte dei casi non sono personaggi pubblici e famosi, ma dei semplici utenti che grazie alle loro doti comunicative sono riusciti a raggiungere un grande numero di followers sui quali sono in grado di esercitare una grande influenza.

di Marco Ambrogio Motta

Master Digital Marketing Specialist


da | Set 20, 2022

Articoli recenti

Offerta formativa

L'INNOVATIVA ED EFFICACE METODOLOGIA DIDATTICA DELLA DIGITAL SCHOOL DI ECAMPUS PREVEDE

INSEGNAMENTI FULL-ONLINE
con materiali sempre disponibili

INSEGNAMENTI VIA WEBINAR
su argomenti specifici (formula weekend)

WORKSHOP IN PRESENZA
esperienze concrete e laboratori pratici (opzionali)

TUTORSHIP
supporto allo studio e alla crescita professionale

TIROCINIO FORMATIVO
in aziende selezionate e convenzionate