La trasformazione della moda con i social network

Gli anni duemila si aprono con nuovi scenari mondiali, nuove tendenze e nuovi mercati si spalancano, dopo la rivoluzione digitale, il mondo del fashion deve saperli sfruttare rinnovandosi, ridisegnando il proprio business. Basti pensare che nel marzo del 2000 si contavano 304 milioni di persone con accesso alle reti internet. Tale cifra raddoppio nel marzo del 2004, raggiungendo il miliardo nel 2005. Ciò dimostra come sia aumentata la popolazione online globale. Questo fenomeno testimonia il naturale sviluppo del digital marketing.

Grazie al digitale anche il mercato della moda riesce a produrre, distribuire e vendere in modo più mirato rispetto ai trans di mercato, anticipando e intercettando i futuri bisogni e creandone di nuovi. La rivoluzione digitale nel mondo della moda non coinvolge solo l’aspetto delle vendite ma permette di innovare e migliorare anche i processi produttivi attraverso strumenti digitali che rendono più facile creare prodotti innovativi e complessi.

L’avvento e la diffusione dei social media costituiscono la rivoluzione più importante degli ultimi anni, non solo dal punto di vista comunicativo, ma anche del marketing.

Si tratta di uno strumento che ha cambiato radicalmente il rapporto tra brand e consumatori, promuovendo un nuovo canale comunicativo incentrato sulla produzione di contenuti degli utenti e non da parte delle aziende. Non importa il numero di post pubblicati ma le interazioni che vengono generate dal proprio pubblico. Di conseguenza non è più importante che i contenuti vengano generati dall’azienda stessa, difatti alcune realtà decidono di rivolgersi a figure specializzate nell’interecettare l’attenzione dei consumatori essi sono gli influencer.

Un contenuto assume valore diverso in base all’utente che lo pubblica. Occuparsi di marketing oggi non significa produrre contenuti all’interno dell’azienda ma lasciare la creazione agli influencer e blogger. La partecipazione diventa la leva più importante della digital transformation.

Con l’avvento di internet e dei social media si è creato sempre un più forte avvicinamento tra brand e consumatori che si manifesta nella pubblicazione virale di contenuti da parte degli utenti stessi. Blogger e influencer assumono una funzione sempre più importante nella comunicazione visiva, poiché in grado di raggiungere molte più persone con i loro contenuti.

Influencer. Come hanno trasformato la moda

L’influencer è il personaggio che, grazie alla sua popolarità sui social network, è in grado di esercitare un influsso sulle scelte di settori dell’opinione pubblica. Gli influencer sono persone che grazie alla loro autorevolezza, reputazione, presenza online e seguito riescono a raggiungere con il proprio messaggio un gran numero di persone.

Il 78% di professionisti di moda, lusso e cosmetica ha realizzato attività con influencer nel 2017.

Le chiavi importanti per gli influencer sono:
Reputazione:il rispetto che gli altri hanno della persona, che un pubblico ampio la conosca e la tenga in considerazione
Credibilità: un personaggio deve essere fonte di fiducia e deve essere stimato Autorevolezza: è necessario che la voce della persona che parla sia apprezzata, veramente ascoltata e seguita
Spontaneità: fattore che fa davvero la differenza, la spontaneità e la vicinanza con le persone sono dei motivi per cui questo modo di comunicare funziona.

Oggi non si parla più del’era dell’interruption marketing cioè di un marketing troppo intrusivo, nella nostra epoca è l’utente a decidere il tipo di intrattenimenti, e lui che stabilisce dove, quando e quanto vedere un film su Netflix o un video su Facebook, la pubblicità va di conseguenza e segue questo flusso.

Grazie a strumenti come i social, le persone sono sempre più protagoniste e vicine alle opinioni di altre. L’insieme dei due fattori non ha fatto che diminuire la fiducia nella pubblicità tradizionale e cambiare il tipo di paradigma. Con questo cambio di paradigma, ora i protagonisti sono i consumatori, la gente comune, anche attraverso il dialogo con gli influencer o con i loro post.

Le aziende devono lasciare la libertà di espressione agli influencer dopo aver concordato delle linee guida, questo perché la comunicazione con la voce degli altri è credibile e funziona proprio sembra un messaggio altrui non dell’azienda.
Il principio che rende tutto efficace è quello del passaparola in versione digitale.

Secondo una recente ricerca di Gartner il 40% dei consumatori ha acquistato un prodotto perché l’ha visto associato o utilizzato da uno dei personaggi del web.
Il 60% delle persone si basa su consigli relativi ai prodotti da acquistare, se questi vengono da persone che a loro piacciono.
I brand cercano sempre di più negli influencer l’autenticità

“Influencer è chi non dichiara di esserlo” le persone che hanno veramente un seguito in rete non hanno bisogno di dichiararlo.
Non esiste una figura adatta a tutte le aziende, storie o business. Ognuno ha il suo influencer ideale in base alle caratteristiche della propria azienda o settore merceologico, la persona va scelta e selezionata con caratteristiche consone al settore di riferimento. Viceversa, è impossibile essere un influencer per tutte le stagioni perché vi è il rischio di perdere credibilità ed efficacia nel messaggio.

In una strategia di influencer marketing si attuano processi di identificazione allo scopo di individuare il soggetto in grado di moltiplicare il numero di destinatari del proprio messaggio business.
Spesso, inoltre, consideriamo come influencer una persona singola, ma possono essere prese in considerazione anche delle community a tema, oppure una rivista o un canale telematico.

Esistono vari tipi di influencer: travel, viaggi, beauty, sport…e si distinguono in:

– testimonial
Il testimonial è qualcuno che non necessariamente lavora in maniera costante con progetti web, è un soggetto meno abituato a lavorare con aziende e a promuovere la loro immagine con i propri canali e soprattutto, non ha necessariamente conoscenze specifiche del brand a cui accosta la sua immagine o di quel determinato settore di mercato.

Il testimonial presta la sua immagine a un’azienda o a un’iniziativa in maniera sporadica, sfruttando la sua notorietà, inoltre, a differenza degli influencer non è questa la sua occupazione principale.

– guru
Il guru è tale al di là di internet e dei social, la sua popolarità e di conseguenza l’autorevolezza e la credibilità sono strettamente legate alla conoscenza di un argomento e alla sua competenza per quanto riguarda una materia o un determinato settore.
Il guru è un esperto, accreditato a dire la sua opinione in un determinato ambito e di solito il suo è un parere che “pesa”

– brand ambassador
Il brand ambassador è il personaggio che in maniera stabile, per un periodo concordato, decide di legare il proprio nome a un’azienda o un iniziativa, promuovendole attivamente.

– youtuber
Lo youtuber è una tipologia di influencer da tener presente.
Lo youtuber è molto popolare per alcune nicchie di mercato, soprattutto tra i giovani, è un influencer che usa in maniera prevalente i video su YouTube o che comunque ritiene centrale questo social nella sua strategia di comunicazione

– micro influencer
I micro influencer sono personaggi che hanno seguito e autorevolezza solo in un determinato settore, non hanno numeri da capogiro, ma nel loro ambito sono conosciuti e seguiti, rappresentano un punto di riferimento
Costano meno e raggiungono l’obiettivo in termini di coinvolgimento.
Essi hanno la capacità di raccontare una storia in maniera molto più consapevole , vantano un ottimo livello di fiducia da parte del pubblico, grazie a un contatto diretto e ai propri post. Un’altro vantaggio è dato dall’interazione e dal tipo di rapporto, simile a quello di una famiglia allargata piuttosto che a quello di un personaggio famoso con i suoi fans.
Inoltre, i micro influencer, spesso conoscono i brand di cui parlano in seguito a progetti antecedenti e sono legati a queste aziende grazie alla loro passione sull’argomento di cui se ne occupano anche nella loro vita.
Secondo una ricerca di hellosocety (società che si occupa di social media marketing) le campagne risultano il 60% più efficaci se condotte da micro influencer con meno di 30mila follower. Queste sarebbero 6,7 volte più efficaci o a livello di coinvolgimento rispetto ai grossi nomi. 

di Valeria Reniero

studentessa del Master Digital Marketing Specialist

L'INNOVATIVA ED EFFICACE METODOLOGIA DIDATTICA DELLA DIGITAL SCHOOL DI ECAMPUS PREVEDE

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