L’accessibilità e il Designer Thinking

Quando parliamo di disabilità si apre il vaso di Pandora. E’ un argomento complesso è difficile da strutturare, perché bisognerebbe tenere in considerazione varie informazioni e soprattutto capire quali sono le disabilità trattare.
Non è inoltre possibile escludere la disabilità nel contesto di progettazione digitale, sarebbe infatti tagliare fuori una fetta del mercato odierno. In questo caso bisognerà considerare la disabilità come punto di forza e non un elemento debilitante.
È possibile, a seconda delle patologie ed esaminandole correttamente, sfruttare per la propria progettazione digitale o servizio. Nell’era digitale, e sopratutto nel ventunesimo secolo, non è più possibile ignorare le persone con disabilità. Si è notato, nel periodo del lockdown come determinate persone si siano sentite escluse dal mondo, ma anche da quello digitale. Non hanno potuto usufruire di determinati servizi, poiché non adatti alle loro necessità.

Di grande ispirazione è stato l’intervento Elise Roy, avvocatessa per i diritti dei disabili e designer, al Tedx del settembre del 2015. Racconta la sua esperienza nell’aver perso l’udito in tarda età, e di come ha sfruttato tale mancanza nella progettazione di applicazioni o servizi per chiunque. Portandola a sviluppare un processo creativo innovativo e sopratutto incoraggiando le persone a uscire dai loro schemi e partendo dalle persone con disabilità nel sviluppare un progetto di design.

Design Thiking

Sfruttando il concetto Design Thiking e delle sue funzionalità:

Definire il problema e i suoi reali vincoli
• Osservare la gente in situazioni reali ed empatizzare con essi
• Buttare fuori varie idee, il cosiddetto Brain-storming
• Prototipo dell’idea, testing e in caso affinarla maggiormente
• Realizzazione finale, e che sia sostenibile

Invece di iniziare la progettazione di nuovi prodotti e servizi considerando come standard le persone normodotate, sarebbe meglio partire da quelle con difficoltà, trovando alternative rispetto a quello che siamo abituati a vedere. All’interno del progetto, bisognerebbe far partecipare attivamente le persone con disabilità, permettendo così un contributo reale e concreto.

L’accesso digitale riguarda chiunque, non solo coloro che hanno determinata disabilità psichica o cognitiva, ma di genere, si focalizza anche da un punto di vista socio-economico (es; ricco o povero, dittatura o democrazia).
Sviluppare questo processo partendo dalle minoranze, equivale essere al passo con la civiltà ed essere aggiornati sulle difficoltà che essi possono incontrare nel futuro.
Non prendere in considerazione una minoranza significa togliere un gamma di utenti che potrebbero sfruttare il servizio che stiamo proponendo. Quando basterebbe solo condividere i consigli di utilizzo, pensati per specifici utenti ma di cui ne potrebbero beneficiare tutti.
Al di là dei benefici, c’è da considerare anche lo spettro della diversità, sì intende quei momenti di svantaggio causati in maniera accidentale durante la propria vita. Che possono essere permanenti, temporaneo oppure che si verifica in una determinata situazione.
Comprendendo questo aspetto, si esce dal classico schema che siamo abituati ad avere.

C’è un problema di fonti adeguate nel trovare delle guide che possono aiutare a una curata accessibilità all’interno di un progetto digitale. Alcune guide non sono precisi per una determinata disabilità. Si va progettare basandosi sui stereotipi che siamo abituati a vedere.
Per comprendere un aspetto del problema, bisogna vedere con mano come quest’ultimi sfruttano la tecnologia e come essi approcciano.
Sappiamo bene che l’avanzamento tecnologico ci rende la vita facile e ci avvantaggia in ciò che facciamo, ma non per tutti il vantaggio ottenuto è il medesimo o utilizzabile.
Affichè i vantaggi di un prodotto o servizio siano universalmente utilizzabili è necessario che questo sia sviluppato seguendo un codice di riferimento o una linea guida, e che sia focalizzato sull’utente.
Tenendo in considerazione quali elementi visivi possano aiutare e facilitare una persona durante la sua esperienza digitale. Attraverso la user experience (UX), teniene in considerazione quali elementi che possono guidare una persona durante la navigazione. Ricordando quali elementi si adattano a una determinata disabilità, dando alla persona la sensazione di “impossessarsi” della tecnologia che ha sotto mano.

di Francesca Susca

studentessa del Master Digital Graphic Designer

da | Feb 8, 2022

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