Lush lascia i social: il risultato che non ti aspettavi

Un anno fa, Lush lascia i social per l’ennesima volta in favore della sua filosofia aziendale che promuove il benessere e la cura di sé, nonché la gentilezza e la positività verso sé stessi e gli altri.

Con questo passo indietro, Lush incoraggia gli utenti a “be somewhere else“, ad essere da qualche altra parte. Consiglia, quindi, di seguire il suo esempio di andare oltre i like e le apparenze e trovare modi alternativi per entrare in contatto con gli altri, creando delle esperienze concrete, significative e stimolanti per il proprio benessere.

Lush annuncia la sua disintossicazione dai social

Lush lascia i social: la strategia alternativa

Lush lascia i social: una notizia sicuramente sconvolgente per la nostra società, abituata al consumismo e alla notorietà sul web.

Abbiamo sempre sostenuto che la presenza online rappresenti un vantaggio fondamentale per ogni brand. Ma Lush ci dimostra che ci sono modi alternativi per aumentare le vendite e per rafforzare la propria brand reputation.

Arriviamo alle risposte che tutti siamo curiosi di avere. Come ha fatto Lush a rimanere in contatto con i propri utenti?

Lush lascia i social, ma entra in partnership con altre aziende

Se Lush lascia i social, non è detto che anche tutti gli altri brand lo facciano. E il primo passo della sua strategia è stato proprio questo.

Dopo il suo abbandono, Lush ha annunciato delle “collaborazioni creative” con altre grandi aziende.

La campagna LUSH X ONE PIECE ha portato a Lush Japan il 71% in più di nuovi utenti, esaurendo le scorte dei prodotti entro poche ore dal lancio. C’è di più: rispetto alla settimana prima del lancio, Lush ha registrato anche il 165% in più delle sessioni sul proprio sito.

Risultati straordinari sono stati raggiunti anche dopo la campagna LUSH X STRANGER THINGS e quella in partnership con Lazy Oaf.

Insomma, attraverso delle collaborazioni con marchi che sostengono gli stessi valori dell’azienda di cosmetica e prodotti per il benessere, Lush ha continuato ad avere una presenza dominante all’interno dei social, registrando anche una crescita sostanziale. Ecco perché non ci stupirà vederla ancora protagonista di modi inaspettati di entrare in contatto con il pubblico.

LushXOnePiece

La creazione di prodotti super-personalizzati

Pochi giorni dopo l’annuncio dell’abbandono dei social, Lush ha lanciato sei nuove bombe da bagno.

Non sembra essere una vera e propria strategia, fino a quando non capiamo davvero quello che c’è dietro.

Il nome della collezione “Adventures in Bathing” e il suo slogan: “You don’t have to go far to be somewhere else“, la dicevano già lunga.

Effettivamente, ad ogni bath bomb è stata associata una playlist accurata su Spotify e degli accompagnamenti visivi. Entrambi miravano a creare un vero e proprio momento di evasione dalla propria routine e, ovviamente, dal mondo dei social media.

Si può dire che il progetto è stato di gran lunga un successo. Il brand infatti ha venduto circa 3 milioni di bath bomb in tutto il mondo.

Contatto diretto: la persona al centro… per davvero

Quale miglior modo di essere in contatto con il proprio pubblico se non quello di farlo di persona?

Lush lascia i social, ma istituisce il World Bath Bomb Day. Nella giornata del 27 aprile, proprio nell’anniversario della creazione delle famose bombe da bagno, l’azienda regala al pubblico 100 mila bath bomb.

Nonostante la breve durata dell’omaggio, Lush ha registrato dei picchi significativi, raggiungendo un aumento del traffico complessivo pari al 60% tra quello digitale e in negozio.

L’aumento è stato costante per le due settimane successive all’evento e Lush ha addirittura dichiarato che con Instagram non aveva mai raggiunto questo traguardo.

Lush lascia i social per dare importanza alle esperienze IRL

Quando Lush ha lasciato i social, voleva proprio promuovere delle esperienze significative e impattanti.

Anche in questo la famosa azienda è stata coerente. Essa stessa si è fatta promotrice di esperienze IRL (In Real Life). Infatti, sempre nel mese di aprile, i produttori delle Bath Bomb hanno lasciato la loro fabbrica nel Dorset per visitare personalmente circa sessanta punti vendita e per dare la possibilità ai clienti di realizzare una selezione delle Bath Bomb più vendute da Lush.

Lush lascia i social ma non bada a spese e investe sui punti vendita

Ovviamente, se i clienti non possono visitare i punti vendita e non possono scoprire i prodotti online, devono farlo per forza recandosi in uno shop fisico.

I negozi Lush, l’anno scorso, hanno accolto oltre 84 milioni di clienti. L’azienda, per rafforzare la sua brand image, ha fatto semplicemente quello che avrebbe fatto sui social, ma nella realtà. Lush ha investito, infatti, 7,6 milioni di sterline per migliorare l’esperienza del cliente all’interno dei propri negozi.

L’obiettivo è stato (ed è ancora) quello di far vivere un’esperienza cliente emozionante e soddisfacente, ma anche quello di essere fonte di ispirazione per i visitatori.

Il successo riscontrato ha portato Lush all’apertura di 26 nuovi negozi e alla ristrutturazione di ben 12 punti vendita nel Regno Unito.

Un altro investimento sotto il punto di vista del punto vendita è stato quello di realizzare dei punti vendita automatici e accessibili 24 ore su 24. Questo è stato senz’altro un buon modo di farsi raggiungere dai clienti in ogni momento ma senza l’aiuto dei social media.

Il progetto sarebbe durato solo sei mesi e, per questo motivo, Lush ha previsto delle opportunità esclusive per gli acquirenti dell’iLocker. Una di queste ha riguardato il lancio della collezione natalizia Snow Fairy: la più venduta nel punto vendita automatico.

Lush iLocker

La tecnologia del benessere

Se Lush lascia i social, non è detto che ripudi del tutto la tecnologia. Effettivamente, l’azienda ha escogitato un modo per fare un buon uso del digitale creando un’app che monitorasse i benefici fisici derivate dall’esperienza di fare il bagno.

Grazie a quest’app gli utenti possono tracciare e massimizzare i benefici derivanti da un bagno, usufruendo anche di esperienze audiovisive.

Per chi volesse, l’app permette il collegamento ai propri dati sulla salute per comprendere al meglio gli effetti dell’esperienza sul proprio corpo.

L’applicazione ha registrato un numero impressionante di download dal suo lancio.

Quali sono stati i risultati dopo l’abbandono dei social?

Insomma, abbiamo capito: Lush lascia i social, mette in atto delle strategie super-wow…. ma quali sono stati i risultati?

L’azienda annuncia che ad oggi è difficile fare chiarezza sull’impatto che hanno avuto le sue decisioni sul proprio business. Infatti, l’annuncio di abbandonare i social è coinciso con il periodo della pandemia e, successivamente, con lo scoppio della guerra in Ucraina, con una conseguente crisi economica.

Tuttavia, una cosa è certa: da quando ha lasciato i social, Lush ha registrato un aumento superiore della vendita al dettaglio rispetto ai due anni precedenti.

Per tradurre in qualche dato, si può affermare che la crescita delle vendite nei suoi 104 negozi del Regno Unito sono state superiori del 54% rispetto al 2020.

Conclusioni

Insomma, Lush ci ha dimostrato che per incrementare il proprio business i social non sono poi così essenziali.

Certamente, forse sono il modo più semplice, forse meno costoso rispetto alla miriade di progetti del grande marchio. Ma se il gioco dovesse valere la candela?

Forse, dopo tutte le critiche ai social media e alle previsioni complottiste sulla loro fine, Lush ha solo anticipato un’inversione di rotta che sarà obbligatoria per l’intero settore del marketing?

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