Sicurezza e tecnologia: un connubio imprescindibile

La tecnologia alla portata di tutti è senza dubbio un bene, ma non dimentichiamo dei minori sempre meno monitorati e sempre più con il libero accesso alle più svariate informazioni.

Il pericolo maggiore è per i teenager in quanto loro sono cresciuti nel pieno boom tecnologico, sentendo il web come un posto di casa senza valutare i rischi e i pericoli. I ragazzi di oggi hanno tutti uno smartphone, un tablet e l’accesso illimitato a internet il che comporta un rischio maggiore verso i potenziali pericoli.

Vietare ai giovani di collegarsi a internet non è la soluzione ai pericoli che la rete genera. Conoscere e affrontare questi pericoli invece, può essere la chiave per capire dove agire e come intervenire.

Partiamo dai pericoli del web. I rischi che i giovanissimi possono incorrere sono vari:

  • Il cyberbullismo è tra questi quello più diffuso, operato dai giovani verso i giovani. Compagni di classe, di sport che operano un bullismo in rete verso i propri coetanei, arrivando a perseguitare le vittime nei social e nelle chat di gruppo.
  • Adescamento online è molto più diffuso di quello che sembra. Purtroppo online non possiamo sapere chi c’è dall’altra parte dello schermo e per questo motivo è sempre consigliato comunicare online con chi si ha un contatto nella vita offline. Questo vale per i giovanissimi ma anche per le giovani donne.
  • Truffe online. Che sia per email, per sms o per link diretto il pericolo di essere truffati riguarda davvero tutti. La vittima non ha età perché chiunque facendo leva sugli interessi può mettere in atto una truffa e adescare anche il più dei diffidenti.

Adottare la Sicurezza

Manuel Cacitti è uno dei massimi esperti di sicurezza informatica e spiega in un’intervista rilasciata al blog della sua città natale, Udine, che il primo comportamento da adottare su internet è la PREVENZIONE. In quanto, evidenzia, analizzando moltissimi casi di attacchi emerge che a generare la falla nei sistemi di sicurezza è «il fattore umano». Per Cacitti, la tecnologia, deve essere usata in modo proattivo, attivando cioè tutti gli accorgimenti necessari per un utilizzo in sicurezza. «Spesso siamo portati a pensare che l’attacco arrivi dall’esterno e, invece, il primo passo da fare è guardare all’interno, della propria azienda o ambito in cui si opera, perché all’origine degli attacchi che hanno avuto più successo si è riscontrata l’imperizia umana». È una raccomandazione che vale per tutte le età. «Le giovani generazioni, per esempio, usano la tecnologia non di rado in maniera impropria, poiché hanno una buonissima capacità di utilizzo operativo, ma una non adeguata capacità critica per un uso corretto. A partire da come veicolano il dato».

Per gli esperti di sicurezza informatica, confessa Cacitti, «oggi la sfida è creare una corretta consapevolezza tra noi essere umani, per un corretto uso delle tecnologie. L’anello debole, infatti, rimane il fattore umano».

da | Mag 23, 2022

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